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giovedì 14 giugno 2012

Piadina - lo Street Food romagnolo

Le piadine sono una vera prelibatezza...ogni scusa è buona per gustarsene una...soprattutto da quando ho scoperto la ricetta di Montersino...infatti dopo la versione mini, oggi formato maxi con 2 piccole varianti nella ricetta per renderla più uniforme alla versione tradizionale.
L'occasione per poter gustare questa favola me l'ha data la carissima Chiara con il suo nuovo contest......Chiara, questa è per te!!!!!

PIADINA ROMAGNOLA 
STRACCHINO E POMODORI



Prima della ricetta, un pò di informazioni e storia...tratto da Wikipedia:

La piadina romagnola, è un prodotto alimentare composto da una sfoglia di farina di frumento, strutto (o olio di oliva), sale e acqua, che viene tradizionalmente cotta su un piatto di terracotta, detto teglia (teggia in romagnolo), ma oggi più comunemente viene cotta su piastre di metallo oppure su lastre di pietra refrattaria chiamate "testo" (test in dialetto). È, per dirla con Giovanni Pascoli, «il pane, anzi il cibo nazionale dei Romagnoli»: in realtà, lo era innanzitutto per i più poveri.
La piadina romagnola è inserita nell'elenco dei Prodotti agroalimentari tradizionali italiani della regione Emilia-Romagna.

Diverse sono le correnti sull'origine della piadina e sulla sua forma e impasto originale. Fin dagli antichi Romani ci sono tracce di questa forma di "pane". La prima testimonianza scritta della piadina risale all'anno 1371. Nella Descriptio Romandiolae, il cardinal Legato Anglico de Grimoard, ne fissa per la prima volta la ricetta: "Si fa con farina di grano intrisa d'acqua e condita con sale. Si può impastare anche con il latte e condire con un po' di strutto". I prodromi dell'odierna piada possono essere individuati anche in una focaccia a base di farina di ghianda ed altre farine povere in uso in tempi antichi nel territorio del Montefeltro.

L'etimologia è incerta; i più riconducono il termine piada (piê, pièda, pìda) al greco πλακούς, focaccia. Originariamente, in effetti, è una schiacciata lievitata e ben condita cotta nel forno: come tale è citata nel 1371 nella Descriptio Romandiole. In seguito (dal Cinquecento all'Ottocento), mentre assume la forma attuale, altro non è che un surrogato del pane confezionato con ingredienti per lo più vili e impanificabili (spelta, fava, ghianda, crusca, sarmenti, mais, ecc.). La piadina di farina di grano è relativamente recente, così come le sue varianti ricche: la piadina unta, quella sfogliata e quella fritta. Un'altra ipotesi interessante consiste nel riscontrare la somiglianza con i termini utilizzati in altre lingue per indicare piatti simili, nell'ambito di tutti i paesi che ruotavano nell'orbita dell'Impero Romano d'Oriente (tra i quali anche la Romagna, ovviamente). Basti pensare all'ebraico פת (pat), che significa "pagnotta" o "pezzetto", a "pita" (come פיתא), che esiste ancora nell'aramaico del Talmud babilonese ed indica il pane in generale, o a "pide" in turco. È facile pensare, nel caso della piadina, al pane in uso presso l'esercito bizantino, di stanza per secoli in Romagna, nel nord delle Marche (fino a buona parte della provincia di Ancona), e nella valle umbra attraversata dalla via Flaminia.

Ed ora...la ricetta:

Per 3 piadine del diametro di circa 25 cm:
250 gr di farina 00
100 gr di acqua
67 gr di strutto a temperatura ambiente
4 gr di baking (lievito chimico)
3 gr di sale
 
Farcitura:
stracchino 
pomodori maturi
sale, pepe, origano

Impastate a mano tutti gli ingredienti inizialmente in una ciotola utilizzando una forchetta, poi ribaltate su una spianatoia infarinata e  lavoratelo fino ad ottenere un impasto liscio e che non appiccichi alle mani ma morbido. Rimettere nella ciotola, coprite con pellicola e lasciate riposare per almeno due ore in frigorifero (io l'ho preparato la sera precedente ).
Dividete l'impasto in 3 parti uguali e stendetelo in dischi sottilissimi. Fate cuocete a fuoco medio su una piastra ben calda  per circa 1 minuto per lato. Farcite con lo stracchino a pezzetti e con rondelle di pomodoro (che avrete condito con sale, pepe e origano lasciate sgocciolare su un tagliere inclinato in modo che perdano parte dell'acqua di vegetazione).

 
Gustatevela bella calda accompagnandola, se gradite, con un a birra ghiacciata!!
 
Va da se che la farcitura può essere quella che più preferite...questa con lo stracchino è tra le mie versione preferite insieme a quella con il prosciutto cotto....ok a crudo, la classica squacquerone e rucola, verdure grigliate....quello che più vi aggrada!!!

Con questa ricetta partecipo quindi al contest di Chiara 
in collaborazione con Atelier Design Trasparente


Vi auguro buon we perchè per me la settimana lavorativa finisce oggi: sabato mio fratello si sposa e io mi devo preparare degnamente per l'occasione!!!!
 
Alla prossima e....jambo jambo!!!!

10 curiosoni:

Claudia ha detto...

E' buonissima farcita con pomodoro e stracchino!!! che fame Roxy!!!!! smackkkk

Mary ha detto...

MMMMM buonissima!

Federica Simoni ha detto...

che buona!!!!

Federica Simoni ha detto...

che buona!!!!

Federica Simoni ha detto...

che buona!!!!

Marina ha detto...

Tutto perfetto! Storia, abbinamento... un solo appunto (spero me lo perdonerai!) al posto del lievito la prossima volta metti del bicarbonato così sarà più digeribile e ugualissima a quella della mia nonnina romagnola d.o.c.!!!
Spero di non averti offesa :) un abbraccio

Stefania ha detto...

che buone le piadine!! quando ero a ravenna me le prendevo sepre alla piadineria melarancio in via 4 novembre se non ricordo male, e facevano tantissime e in altrettante combinazioni di sapori. Io non ho mai provato a fare una piadina, ma provare non costa nulla, un bacio

Giovyna ha detto...

Io le piadine le mangerei sempre... Una volta me la sono fatta persino con la Nutella! :D Buon fine settimana!

http://latavolaallegra.blogspot.it

Roxy ha detto...

Grazie mille a tutte!!!

Marina e perchè mai mi dovrei offendere....anzi grazie della dritta!!!!

Papricadolce ha detto...

La ricetta delle piadine del mitico Motersino mi era sfuggita quindi aprofitto per salvarla tra le mie preferite. ti sono venute proprio bene, brava!